UNA VISIONE
IN MOVIMENTO.
Abbiamo incontrato Dixon prima del suo set al Volt – uno dei locali più importanti della scena elettronica d’avanguardia mondiale, con sede a Milano – dove ci ha raccontato la sua esperienza di come è entrato nel mondo della musica e i consigli che darebbe ai talenti emergenti. Abbiamo parlato anche dei suoi primi ricordi legati alla musica e delle fonti di ispirazione che hanno influenzato il suo percorso.
A: Qual è la tua visione per INNERVISIONS nei prossimi 20 anni?
D: Non smettere mai di evolversi, andare sempre avanti e, per i prossimi 20 anni, quello che mi aspetto… Penso che abbiamo scelto il nome Innervisions proprio perché non è qualcosa a cui si possa pensare concretamente, è una sensazione che hai dentro di te e che diventa una visione. Senza che tu sia in grado di spiegarlo in questo momento, perché proprio ora pensi di sentire il bisogno di fare qualcosa e forse, due anni dopo, capirai davvero perché volevi fare quella cosa.
A: Qual è il tuo primo ricordo d’infanzia legato alla musica?
D: Andare dai miei genitori in vacanza sul Mar Baltico, in macchina, ascoltando i Pink Floyd.
A: Come definiresti l’amore?
D: Oh, sai che è una domanda molto difficile? Una domanda profonda, ovviamente, e direi che l’amore è la volontà di riscoprire e innamorarsi di nuovo. Quindi la spinta a dedicarti a qualcosa o a qualcuno, a vivere esperienze insieme e a ridefinire, e sì: a innamorarti di nuovo, e ancora, e ancora.
A: Chi ti ispira?
D: Mia moglie, e le persone che svolgono la propria professione e lavorano a lungo per raggiungere determinati obiettivi senza compromessi e con dedizione. Chi lavora per raggiungere un obiettivo ma cambia lungo il percorso e ridefinisce se stesso.
A: E per quanto riguarda l'ispirazione musicale?
D: Dal punto di vista musicale, tutto ciò che è sconosciuto, fresco e giovane.