PER SEMPRE
L’INIZIO.
Christian Stemmler è uno stilista e fotografo tedesco che ha realizzato una delle documentazioni più intime della scena clubbing berlinese degli anni ’90. Abbiamo incontrato Christian a Milano nel nostro studio, dove è stato fotografato da Kristijan Vojinovic, direttore creativo di Antonioli.
The Styling Project è nato da un’idea di Kristijan: riunire stilisti che condividono l’estetica di Antonioli e lasciare che fossero loro stessi a curarne lo styling, invece di occuparsi di quello degli altri, mettendoli sotto i riflettori e parlando di moda e non solo.
A: Su cosa ti stai focalizzando in questo momento?
C.M: La mia attenzione è un po’ ovunque. Ed è un regalo che faccio a me stesso. Dopo aver lavorato come stilista per 23 anni, mi sto concedendo di esplorare cose nuove. In questo momento faccio il modello, quindi è la mia nuova avventura. Ho dovuto aspettare di arrivare alla fine dei miei 40 anni per diventare modello.
A: Il tuo amore per la moda è nato con la fotografia?
C.M: Domanda interessante, penso proprio di sì, sai, perché quando ho preso in mano la macchina fotografica a 17 anni, erano le persone intorno a me ad essere così interessanti per via del loro stile, capisci, non solo i vestiti, ma anche i capelli, il trucco e tutto il resto, quindi ero ossessionato dal guardarle, capisci, ed è per questo che mi sono anche sforzato di procurarmi la macchina fotografica, per scattare le foto, voglio dire, pensa che all’epoca era così scomodo: dovevi procurarti la pellicola, inserirla, portarla in giro, capisci, non c’era nulla di digitale, dovevi davvero andare a ritirare le stampe, stare attento a non perdere i negativi e tutto il resto, quindi bisognava impegnarsi, ma io lo volevo perché ero ossessionato dalla bellezza e lo sono ancora.
A: Cosa ti spinge come creativo?
C.M: Ma è la stessa cosa che ho detto all’inizio. Direi ancora che sono le persone che mi circondano, sai, sono le persone che incontro, quelle con cui mi imbatto, e sono anche molto socievole, sai, anche per strada, sui mezzi pubblici, negli aeroporti, osservo davvero le persone. Quindi è, e rimane, la mia più grande fonte di ispirazione.
A: Perché hai aspettato così tanto tempo prima di pubblicare il tuo libro ANFANG/BEGINNING: BERLIN 1994?
C.M: Avevo bisogno di prenderne le distanze, sai, e l’idea di trasformare davvero queste foto in un libro è nata solo dopo che ho lasciato Berlino. Quindi sono rimaste lì nella scatola per, diciamo, quasi 30 anni. Ma proprio quando mi sono trasferito a Milano, ho iniziato a ripensare anche a quel periodo, al fatto che Berlino fosse cambiata, e così ho iniziato a digitalizzare l’archivio, quindi ho dovuto aspettare ancora un po’.
A: Cosa ti viene in mente quando dico “moda”?
C.M: Lo stile.
A: “Sexy”?
C.M: Il corpo.
A: “Luce”?
C.M: La notte.
A: “Festa”?
C.M: È finita.